DIETA E OVAIO POLICISTICO

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La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) è un disturbo, o meglio, una patologia che colpisce le ovaie che mostrano al riscontro ecografico, follicoli multipli (attualmente si tende ad adottare la nomenclatura “multifollicolare”). Avviene a causa di squilibri ormonali, soprattutto per un’eccessiva produzione di androgeni. Spesso ragazze affette da questa patologia vengono da me per una dieta adeguata, visto che si è notata una correlazione significativa tra il disturbo e il sovrappeso/obesità. E’ bene adottare una dieta accorta quando si ha il cosiddetto ovaio policistico.

Tenendo in considerazione la problematica dell’insulino resistenza è necessaria una dieta ipocalorica (in caso di necessità di dimagrimento), a basso indice glicemico e attività fisica ben valutata. L’insulino-resistenza è considerato un fenomeno di causa-effetto con la sindrome, una specie di nascita dell’uovo e la gallina. Per calcolare, secondo i canoni, la dieta migliore si parte comunque dal calcolo proteico in base al peso ideale. I lipidi devono essere presenti con una percentuale del 25% e il resto viene occupato dai carboidrati che, in questo caso, devono necessariamente essere a basso indice glicemico con contenuto importante di fibre.

L’equilibrio quotidiano di vitamine e sali minerali spetta ad abbondanti porzioni di frutta e verdura ad ogni pasto. L’attenzione rigorosa va orientata al non consumo di cibi ricchi di zuccheri semplici affinché non venga amplificato lo stato di insulino-resistenza che influisce negativamente sul sistema endocrino e limitare anche i carboidrati in generale per abbassare il livello di insulina anche a digiuno.

Bisogna scegliere cereali integrali, quindi ricchi in fibra e alternare la tipologia di carboidrato il più possibile, spaziando tra riso integrale, quinoa, miglio, cous cous. Se consideriamo i lipidi nella dieta, li collochiamo nella patologia del PCOS come fondamentali per il rallentamento dell’assorbimento del glucosio. Ad esempio, ricordiamo l’utilizzo del burro con marmellata a colazione, o meglio ancora, avocado o mandorle per evitare picchi glicemici. I grassi saturi vanno comunque limitati, come è buona norma anche in condizioni fisiologiche, mentre possiamo dare spazio a grassi “sani” da utilizzare, ossia mono- e polinsaturi, come semi oleosi, olio EVO, avocado. Chiaramente le quantità vanno sempre ben calcolate secondo un bilanciamento nutrizionale.

Rilevante è anche la modalità di cottura dei cibi soprattutto delle proteine animali. Si deve evitare la formazione di glicotossine, che si producono con temperature elevate. Nelle donne affette da PCOS i livelli circolanti di questi composti sono maggiori perciò sarebbe opportuno evitare la cottura di carne a temperatura elevate come capita nei fast food ma adottare una cottura a vapore o bollitura, a discapito di grigliate, fritti e soffritti.
Cosa ci può aiutare in farmacia?

Innanzitutto, gli antiossidanti che giocano un ruolo importante per contrastare i livelli circolanti di glicotossine, poi gli omega 3 che riducono le problematiche dell’ovaio policistico e agiscono perfettamente sul nostro organismo.
La vitamina D è spesso scarsa per chi soffre di questa problematica quindi via libera all’esposizione al sole (quando c’è) e integrazione nei mesi invernali.
Infine, un’integrazione strettamente associata alla PCOS è a base di myo-inositolo che ristabilisce l’equilibrio insulinico e lavora bene su diversi organi come fegato e reni.

Claudia

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