FAT TALK

fat talk

Facile dedurre il significato. Gli americani danno un nome a tutto anche quando la cosa può sembrare inutile. L’espressione “fat talk” è stata coniata nel 1994 e si riferisce ad una tipologia di conversazione che prende sempre più piede e non ci abbandona mai. Io sono presa particolarmente di mira soprattutto in quegli spazi dove l’argomento aleggia indisturbato per la maggior parte del tempo, come dal parrucchiere, dall’estetista, sale d’aspetto, in spiaggia, negli spogliatoi della palestra… è una tematica che unisce soprattutto le amiche ma a volte contagia anche conoscenti o addirittura sconosciuti. Letteralmente è “parlare del grasso”, ossia discutere sui propri difetti fisici, quelli legati alla linea, alla dieta, alla cellulite e chi più ne ha, più ne metta. L’argomento si fa più vivo vicino all’estate o addirittura con la stagione calda già inoltrata; sulla carta sono discorsi adottati da donne ma, credetemi, discutere di ciccia e sovrappeso è diventato abitudine anche negli uomini. Perchè parliamo di linea? Perchè spesso cadiamo nell’argomento? Ho provato ad analizzare la cosa. Spesso si fa tra persone che hanno una confidenza media, affinché si possa trovare un punto di contatto e affinità. Faccio un esempio. “In questo periodo sto mangiando veramente male, la pancia si gonfia e provo un certo imbarazzo!” La risposta dell’altro può essere: “Eh, capita lo stesso a me!” Oppure “Ma va’, stai benissimo!” Diventa un gioco di ruoli difficile da spezzare. Anche tra amiche o “coinquiline di ombrellone”, se si inizia a incentrare gran parte delle conversazioni su questo, si arriva ad un punto di non ritorno. Si tende soprattutto a sminuire il proprio corpo e attiriamo persone che fanno lo stesso. Diventano conversazioni su problemi, difetti e aspetti negativi di sé e, anche se a volte, c’è chi esagera e vuole solo approvazioni, abbassiamo inconsapevolmente i livelli di autoconsiderazione (a volte si tende a sminuire sé stessi per sentirsi dire dall’altro il contrario?!?).

Quanto tempo passiamo davanti allo specchio? Come ci vediamo? Riusciamo a essere obiettivi?

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A volte non parla l’oggettività ma tutto ha a che fare con il modo in cui vediamo noi stessi. E’ un piangersi addosso senza poi, in un buon numero di casi, “costruire” una soluzione su misura e creare un obiettivo importante o addirittura instaurare una sfida positiva, quella con sé stessi. Se il tuo fisico realmente non ti soddisfa, è inutile parlarne a vanvera, agisci! Il tuo barista o l’amica del cuore non possono esserti d’aiuto e tu risulti noiosa e, situazione negativa, potrebbero iniziare a vederti così come tu dici di essere. (Come quando nomini in continuazione la sua ex al tuo ragazzo…. se non ci pensa, sei proprio tu a ricordargliela!)

Io sono un soggetto a rischio perchè mi trovo in mezzo a queste conversazioni spesso bersagliata da domande su come migliorare la cellulite, se esistono creme miracolose e se è vero che bere acqua tiepida al mattino col limone toglie tutti i problemi del mondo…. ho imparato a cambiare argomento con una buona dose di ironia o invitando a collegarsi più spesso sul nostro blog (piccolo spazio, pubblicità!) o, nel peggiore dei casi, spiazzare totalmente e chiedere cosa danno al cinema nel weekend… ma, in linea di massima, come si fa ad uscire da questo loop?

Bisogna essere bravi, aperti e brillanti e trovare altri argomenti, semmai parlando di un proprio successo (“Sono riuscita a farmi dire brava dal musone del mio capo!) oppure puntare l’attenzione su di un piccolo progetto estivo (“Che ne dici se ci facciamo 2 giorni in una SPA?”). Ma se è l’amica a iniziare l’argomento? Tu riesci a gestire te ma non gli altri, logicamente! Quindi, se è l’altra persona a essere più fissata… bene, una delle tante frasi da dire potrebbe essere: “Appena sei più libera, iniziamo sedute con il personal trainer o andiamo a camminare in spiaggia al mattino!” La soluzione va sempre valutata. Non possiamo sempre e solo lamentarci per il gusto di farlo: la lamentela sta diventando uno stile di vita molto negativo (e se venissero attirate ancor più le sfighe?!?). Cerchiamo di usare l’ironia: è la via d’uscita per tutto. Se la confidenza con l’interlocutore è tanta, fate un gioco: chiediamo all’amico…. cosa, secondo te, è il mio punto di forza? Parliamo di cose positive, che siano fisiche o del carattere. Se non abbiamo nessuno disposto a fare questo gioco, possiamo farlo da soli. Prendiamo un foglio e una penna e scriviamo. Cosa vorrei cambiare? Cosa di me non scambierei mai con nessuno? Alla prima domanda, c’è (quasi) sempre una soluzione. Alla seconda domanda, l’autostima aumenta automaticamente e … “sono felice di essere me stessa!”

Dedico questo articolo a chi mi ispira giorno dopo giorno. Conoscenti, amici, compagni di fitness e donne/amiche intelligenti con cui inizio l’argomento…. poi ne abbiamo mille altri, per fortuna.

Claudia

PS: So che Sheila sta ridendo. Sì, glutei e tricipiti sono il mio cruccio. Chiedo pubblicamente scusa. Non toccherò l’argomento per un po’….. 🙂

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