CAFFE’

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E’ facile dire “un caffè”…. ma lì, dentro quella tazzina, cosa si nasconde?

Oltre all’esistenza di circa 80 specie, le più conosciute in commercio sono l’Arabica e la Robusta. I caffè Robusta sono naturali, quelli arabica vengono sottoposti al metodo a umido dove i frutti vengono lavati e spolpati, poi fatti macerare per 36 ore in acqua.

COMPOSIZIONE PER 100 g DI PARTE EDIBILE DI CAFFE’ TOSTATO: acqua (4.1g), carboidrati (28.5 g), proteine (10.4 g), lipidi (15.4 g), ferro (4.1 mg), calcio (130 mg), potassio (2020 mg). Il caffè tostato contiene, a seconda della miscela (Arabica o Robusta), da 1 a 2 g% di caffeina. Un caffè di circa 6g di polvere (a seconda se moka o espresso), contiene mediamente da 50 a 120 mg di caffeina.

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La caffeina è un alcaloide naturale, una droga stimolante, la più usata nel mondo. La caffeina ha effetto stimolante sul sistema nervoso e va ad influenzare molti processi biologici. Aumenta la pressione arteriosa, i battiti cardiaci, la secrezione acida nello stomaco e una mobilizzazione degli acidi grassi. L’effetto può durare anche fino alle 12 ore successive, sempre a seconda del soggetto e della tolleranza. La mobilizzazione dei depositi lipidici fa sì che durante l’esercizio fisico protratto, i muscoli utilizzano anche i grassi (e consente una durata maggiore dello sforzo).

La caffeina aumenta la concentrazione, potenzia la capacità della memoria e attenua la cefalea. In un soggetto sano, 3 caffè al giorno sono ben tollerati. Al mattino, farà aumentare il tono adrenergico; dopo pranzo, contrasta il sonno tipico della digestione e a metà pomeriggio aiuta a sostenere il tono nervoso fino alla sera. Ad alcune persone, un caffè serale induce il sonno: se l’attività surrenalica e il sistema nervoso non sono molto reattivi, l’organismo trae benefici dai tannini e, inaspettatamente, aiuta il relax.

Io sono solita prendere il caffè (spesso doppio con ghiaccio) quando ho mal di testa… ma non tutti traggono beneficio. Se la cefalea è causata da una perturbazione vasomotoria della circolazione, il caffè riducendo i liquidi trattenuti, aiuta a a star meglio. Se la cefalea peggiora dopo il caffè, è di tipo epatico: il fegato non risponde bene bloccando il processo di detossificazione e il mal di testa aumenta o comunque non passa.

Alcune persone accusano tanta tachicardia dopo l’assunzione di caffè. Ma, esame di coscienza, quanti ne bevete? Se si consuma un numero regolare di caffè, non dovrebbe aumentare la tachicardia (o extrasistoli), a meno che non si sia assunta qualche altra bevanda o cibo eccitante. Inoltre, i polmoni beneficiano dell’azione stimolante della tazzina di caffè, dilatando bronchi e potenziando la ventilazione polmonare.

Il caffè è decisamente diuretico quindi l’azione è positiva sui reni (sempre senza superare i 2 caffè al giorno per chi è affetto da disfunzioni). Ultimi studi non esprimono pareri negativi sul caffè e la disidratazione, anche se precedentemente era stato visto un pericolo di disidratazione estrema. Negli sportivi, il caffè aumenta la capacità di contrazione muscolare, riduce la stanchezza ma il rendimento sportivo avviene per una forzatura del catabolismo con maggior produzione di acido lattico.

Il caffè residua quantità di tannini che formano un legame specifico con le proteine non permettendo un regolare assorbimento di sostanze nutritive, inattivando gli enzimi proteasi, amilasi e lipasi. Quindi, prendere un caffè subito dopo pranzo (cosa che facciamo tutti) non è sicuramente la situazione più indicata.

Può avere tutti i contro del mondo, ma tanto non rinunceremo mai a una pausa caffè che ci rende più “svegli” e più in linea con gli impegni e la giornata….

Ah, il caffè della moka non è più leggero di quello espresso, come in tanti ancora pensano. C’è più caffeina nel caffè fatto a casa rispetto all’espresso che, in virtù dell’alta pressione del vapore acqueo, viene estratto in pochi secondi.

Buona giornata,

Claudia

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