“Fatte ‘na pizza c’a pummarola ‘ncoppa, vedrai che il mondo poi ti sorriderà” (Pino Daniele)

Capricciosa senza mozzarella

Inutile ricordare che noi italiani siamo identificati all’estero con la pizza. Che poi gli stranieri, anche deridendoci, si ostinano a ripeterlo spesso con “spaghetti e mandolino” (atroce! Frase che ci lascia sempre un po’ perplessi, soprattutto i più giovani che forse non sapranno neanche cos’è un mandolino!)… non sanno neanche pronunciare bene la parola e  neanche la sanno preparare bene, a meno che non ci si imbatte in qualche fantastica pizzeria made in Italy! 🙂 A parte questo, c’è qualcuno di noi che consuma pizza almeno una volta a settimana, o con gli amici fuori nel weekend oppure quando c’è il frigo vuoto e poca fantasia. Raro trovare gente che non la ama, accomuna un po’ tutti. Lo noto quando chiedo le abitudini alimentari; spesso mi sento ripetere: “Non togliermi la pizza!” oppure: “Mi lasci la pizza almeno una volta a settimana?” (con occhi pieni di speranza!!!). Diciamo che dipende dai casi ma il più delle volte concedo la pizza senza problemi con qualche accorgimento e trucchetto. Qualcosa dirò qui… qualcosa no! 🙂 Andiamo per gradi!

La pizza, anche se ha un impasto simile al pane, essendo preparata poche ore prima della cottura, ha bisogno di più quantità di lievito: il minor tempo a disposizione per lievitare presuppone una ridotta alveolatura della sua struttura rispetto a quella del pane, con minore metabolizzazione degli zuccheri da parte dei microrganismi del lievito.  Inoltre, la pizza va cotta con una temperatura che si aggira intorno ai 250-300 °C in tempi brevi quindi i processi di trasformazione da parte del calore agiscono solo in superficie. Quindi cosa accade? Una gran quantità di lieviti resta attiva nella pizza e questi lieviti proseguono la fermentazione anche durante la nostra digestione! Poi, rispetto al pane, viene utilizzata più acqua e questo determina una digestione più difficile, sia a livello gastrico che intestinale (per la parziale diluizione dei succhi digestivi e per imbibizione della struttura molecolare). Infine le proteine vengono denaturate di meno (sempre per la breve cottura!) richiedendo un lavoro in più ai succhi gastrici per scinderli (ma il vantaggio è che le proprietà nutrizionali sono più conservate!).

La classica pizza napoletana era solo, in origine, olio e pomodoro, poi è stata aggiunta la mozzarella. Proprio qui mi volevo soffermare! La mozzarella complica la gestione metabolica. Essa infatti comprende una gran quantità di zuccheri che aggiunta all’impasto, può causare fermentazione intestinale. Per non parlare dei grassi animali, tutti saturi per la cottura, che appesantiscono il lavoro del fegato e delle vie biliari, organi affaticati dalla quota di vitamine del gruppo B sommata alla presenza del lievito.

In luce di queste informazioni, mangiare la pizza senza un po’ di raziocinio, non è proprio indicato per chi deve stare attento al peso! Questo non significa “Sto a dieta, niente pizza!” No no! Significa, pizza sì ma con le giuste associazioni! Io consiglio una pizza, anche capricciosa, ma senza mozzarella sempre con un’insalata verde (comunque verdura cruda) e un frutto (mela o ananas o pompelmo) per aumentare l’acqua di vegetazione favorendo l’eliminazione di tossine e cataboliti prodotti dal lavoro epatico e dei sali minerali da parte del rene. Un consiglio in più: mai l’arancia, come frutto, dopo la pizza: ha tanta vitamina A che aumenta la fatica del fegato.

In foto c’è la pizza di ieri sera: una capricciosa senza mozzarella. Sono tornata tardi dalla Sanis (Scuola di Nutrizione e Integrazione nello Sport) che ho iniziato proprio ieri, poi vi racconterò nel corso dei mesi (dura fino a maggio) tutte le chicche, ma questa è un’altra storia. (Oggi è domenica: se avete il frigo vuoto, e non avete voglia di correre al centro commerciale a fare spesa, pizza, ma “con la testa”!).

Kla

 

4 pensieri su ““Fatte ‘na pizza c’a pummarola ‘ncoppa, vedrai che il mondo poi ti sorriderà” (Pino Daniele)

  1. …..mmmm… organizziamoci in settimana cara Kla che da ” Mollica” proviamo le pizze speciali ancora più digeribili! 😉

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