“Un cappuccino, grazie!”

cappuccinoVisto che di tempo ne abbiamo sempre tutti poco, bisogna ritagliare momenti della giornata per vedere le amiche: con qualcuna riesci ad andare a cena o un aperitivo (io ogni 6 mesi!), o che ne so, un caffè dopo pranzo. Io e Paola amiamo ogni tanto beccarci la mattina, quando sei un po’ insonnolito e di corsa. Ma a noi piace così… e poi, soprattutto, inizi la giornata con le chiacchiere, le risate e con i dolcetti! Ci siamo viste l’altro giorno. Tra prese in giro, gossip e “ma allora ti sposi sì o no?!?”, ho pensato di scrivere alcune cose più o meno “inquietanti” sul mio amato cappuccino!

Bere latte e caffè è favoloso, poi al bar ancora di più. Il latte di nutrienti ne ha tantissimi e ci permettono di iniziare la giornata al meglio, poi c’è il caffè che agisce su tiroide e ghiandole surrenali, e di conseguenza, aumenta il tono adrenergico. L’associazione è equilibrata: il calcio e la serotonina del latte modulano la risposta organica eccessiva che potrebbe stimolare il caffè. E, nello stesso tempo, il caffè contrasta l’azione sedativa del latte. Ma non è su questo che volevo soffermarmi ma sulla schiuma del cappuccino, quella che si ottiene tramite bollitura. Quella schiuma (gustosa e anche scenografica, infatti qualche barista ci fa simpaticamente anche cuoricini, fiorellini o iniziali del nome!) provoca subito una difficoltà digestiva e un danno epatico nel corso del tempo. La temperatura elevata denatura le proteine del latte e la saturazione dei lipidi. Se assumessimo 2-3 cappuccini al giorno per circa un mese aumenterebbero la transaminasi, bilirubina e colesterolo. E adesso? Dai, non tutti i giorni il cappuccino servito e riverito con le amiche. Ogni tanto. I proprietari dei bar mi stanno odiando….

Kla

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *